Neuralterapia novara

NEURALTERAPIA

PRESENTAZIONE

La Neuralterapia è stata sviluppata e divulgata dai fratelli Walter e Ferdinand Huneke negli anni dal 1925 al 1928.

Neuralterapia novara

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Nel 1925 avviarono la loro prima esperienza fondamentale. La loro sorella Katha soffriva da anni di forti attacchi
d’emicrania. Tutte le terapie effettuate non avevano portato ad alcun risultato. Un collega aveva consigliato a F. Huneke di trattare la sorella con un nuovo prodotto antireumatico. Questo preparato era prodotto come soluzione ENDOVENOSA (senza procaina) e in un’altra forma, con una percentuale di procaina, come soluzione intramuscolare .
antidolorifica. AI successivo attacco d’emicrania della sorella, F. Huneke effettuò un’iniezione intravenosa d’Atophanyl con procaina per cercare di alleviare il dolore. Subito dopo l’iniezione, l’emicrania scomparve e con essa gli effetti collaterali quali la nausea e i disturbi della vista. Fu un’esperienza affascinante ed incredibile che sconvolse Ferdinand Huneke.
Cosa era successo?
La procaina, in genere utilizzata come farmaco anestetico locale, aveva avuto un effetto curativo generale. Nel 1941 F. Huneke visitò una paziente, con infiammazione cronica dell’articolazione della spalla sinistra, con forti dolori e limitazioni nei movimenti si rivolse a lui riferendo che tutti i trattamenti precedenti non avevano avuto alcun effetto. F. Huneke cercò innanzi tutto di aiutare l’articolazione malata con le iniezioni ma senza successo. Due settimane dopo la paziente si rivolse nuovamente a lui in quanto si era infiammata una vecchia cicatrice, sulla gamba destra. La paziente chiese a Huneke di trattare questo punto infiammato. Egli iniettò questa cicatrice e per la prima volta osservò qualcosa di totalmente nuovo ed inaspettato. I dolori nell’articolazione della spalla erano spariti nel giro di pochi secondi, la paziente poteva muovere liberamente il braccio in tutte le direzioni. Dopo quest’iniezione nella cicatrice la spalla guarì in modo permanente. Ferdinand Huneke aveva in questo caso assistito al suo primo “fenomeno del secondo”. Da allora questo fenomeno è divenuto un concetto fondamentale della Neuralterapia e viene osservato da tutti coloro che operano attivamente e scientificamente con questa terapia.

La Neuralterapia rappresenta, una terapia di riflesso e una terapia di regolazione dello stimolo attraverso il sistema nervoso neurovegetativo. Viene iniettata una quantità limitata di anestetico.

Neuralterapia novara

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E Una terapia moderna, efficace e dal risultato immediato. Cerchiamo di capire come agisce la Neuralterapia, uno straordinario metodo di cura così poco conosciuto in Italia.

Vari studi clinici dimostrano che la salute è possibile quando il controllo del Sistema Nervoso Autonomo è perfetto: qualunque errore a tale livello comporta l’alterazione dei meccanismi di regolazione e quindi, in ultima analisi, la malattia. Il nostro corpo, e in particolare il sistema nervoso, è attraversato da un continuo flusso di informazioni. Informazioni errate o eccessive possono disturbare o bloccare il corretto funzionamento degli organi. La Neuralterapia rimuove questi blocchi di energia, riabilitando i naturali meccanismi di autoregolazione. Vediamo come questo avviene. Dobbiamo sapere che le nostre cellule vivono e compiono il loro lavoro grazie a fenomeni elettrici: infatti, sono costantemente “polarizzate”, vale a dire che si comportano come piccole batterie sempre cariche, con una differenza di potenziale di circa 90 milliVolts. Ogni tipo di stimolo provoca una scarica della cellula depolarizzazione), a cui segue un’immediata “ricarica” (ripolarizzazione), grazie all’energia fornita dal metabolismo. Fin qui tutto bene. Ma può succedere che di fronte a stimoli troppo forti o troppo ripetuti (chimici, fisici, o traumatici) alcune cellule non riescano più a ripolarizzarsi spontaneamente. Queste cellule non sono più in grado di integrarsi con il tessuto circostante, quindi non funzionano più correttamente (ricordiamo che permangono in una condizione di permanente “scarica”).
Il problema ulteriore, e più grave, è che con il loro squilibrio elettrico queste cellule costituiscono un cosiddetto “campo di disturbo”, una zona, cioè, di interferenza nei riguardi del resto del corpo. In parole semplici, è come se generassero continuamente “rumore”, una sorta di ronzio di fondo elettrico, con effetti disturbanti anche a distanza e su altri organi (ricordiamo che il nostro organismo è a tutti gli effetti una rete di interconnessioni).
Infatti il nostro organismo si comporta praticamente come un sofisticatissimo computer, nei cui circuiti però possono, per vari motivi, inserirsi dei segnali anomali. Questi possono indurre il corpo a comportamenti inappropriati. Tutto ciò, alla fine, può tradursi in dolori e disturbi di ogni genere, in zone del corpo che, in apparenza, nulla hanno a che fare con il problema di origine.
Quindi la Neuralterapia agisce ripolarizzando e stabilizzando il campo di disturbo, ripristinando il normale potenziale di membrana. Ciò fa sì che il Sistema Nervoso Autonomo (ortosimpatico e parasimpatico) possa correttamente funzionare secondo ritmi di salute, permettendo la guarigione dell’organo bloccato a valle della catena di interferenza.

Campi di disturbo possono essere frequentemente costituiti da:
cicatrici da ferita o da taglio, cicatrici chirugiche (ad es. appendicectomia, cesareo, episiotomia, ecc.), focolai cronici (ad es. denti devitalizzati, tonsillite cronica, sinusite cronica, ecc.), corpi estranei, tessuti traumatizzati.

Facciamo un esempio: una vecchia cicatrice da appendicectomia (anche se perfettamente rimarginata) potrebbe essere causa per anni e anni di una cefalea cronica (è solo un esempio), oppure di un dolore persistente ad un ginocchio; tali disturbi potranno più o meno migliorare col tempo e con varie terapie, ma non potranno mai completamente sparire se non si va a trattare proprio quella cicatrice, il campo di interferenza.
Ma, in pratica, in cosa consiste la metodica?
Nel trattare i punti patologici con piccolissime quantità di anestetico locale, che possiede appunto un’azione regolatrice sulle fibre nervose.
Dove si applica?
Innanzi tutto nella sede del campo di disturbo (cicatrici, zone traumatizzate, focolai cronici, ecc.); poi localmente laddove c’è dolore, ed eventualmente in determinati punti critici di regolazione (alcuni corrispondenti a quelli dell’agopuntura), in plessi nervosi, ecc.
Cosa può essere curato con la Neuralterapia?
Il campo di indicazioni è molto ampio, e comprende vari disturbi di tipo funzionale. Segnaliamo:

Neuralterapia novara

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cefalea cronica, emicranie, nevralgie, tutte le forme reumatiche, artritiche e artrosiche (la famosa “cervicale”), lombaggini, sciatalgie, ischialgie, ed ogni infiammazione articolare, comprese quelle traumatiche e sportive, manifestazioni cutanee, psoriasi, eczemi allergici, rinite allergica, asma, malattie dell’orecchio, otiti croniche, labirintiti, acufeni, sindrome di Meniére, vertigini, distonie neurovegetative ed endocrine, ipotiroidismo, ipertiroidismo, ecc…

A prima vista quest’elencazione potrebbe sembrare esagerata, tanto da far venire in mente la classica panacea per tutti i mali. Ma gli straordinari risultati della Neuralterapia dipendono dal riconoscere l’esatta origine del problema (visita accurata e altrettanto accurata anamnesi), e dal razionale impiego della terapia nel punto giusto. Solo così è possibile risolvere efficacemente e rapidamente i disturbi elencati prima. I risultati possono in effetti sembrare prodigiosi: si vedono disturbi anche di vecchia data, resistenti ormai a qualunque terapia (convenzionale o non), sparire improvvisamente dopo una prima applicazione. E a volte non è nemmeno necessario ripetere la terapia: una volta corretto il campo di disturbo, il corpo è in grado di fare da sé tutto il resto.
È una terapia ben tollerata e senza effetti collaterali, e che può benissimo associarsi ad ogni tipo di cura. Vale la pena aggiungere che la Neuralterapia è stata sviluppata in Germania da più di 60 anni, e che attualmente viene comunemente praticata in strutture pubbliche e private di tutto il mondo. Letteratura scientifica è reperibile presso la Biblioteca dell’Università Statale di Roma (Dipartimento di Neuroscienze). Negli ultimi 20 anni ho perfezionato questa tecnica. Ho sostituito la procaina con la lidocaina associando farmaci di siero antitissutale (s.a.t. terapia).


Bibliografia

Articolo   parzialmente    tratto    da   Michele    Acanfora,
Medico Chirurgo.  Presidente del Centro  Studi  MEDICINA
OMEOPATICA. 
 Salerno – Tratto dal sito: www.omeolink.it